Perché un diamante da 0,90 carati costa meno di uno da 1,00?

Perché un diamante da 0,90 carati costa meno di uno da 1,00?

Perché il mercato non prezza il peso in modo continuo: lo prezza per soglie. Il carato tondo è la cifra che la gente cerca, e tutto ciò che la raggiunge costa sproporzionatamente più di ciò che resta appena sotto. Il salto, a parità di taglio, colore e purezza, vale indicativamente tra il 10 e il 20%.

Quello che cambia davvero, intanto, è circa tre decimi di millimetro di diametro: 6,2 millimetri contro 6,4-6,5. Al dito non lo vede nessuno. Da qui nasce uno dei pochi consigli di risparmio davvero solidi in questo settore — con un'avvertenza importante, perché il trucco è ormai talmente noto che in certi casi non funziona più. Vediamo entrambe le cose. Noi in diamantefacile non abbiamo motivo di spingerti verso il numero tondo: ci interessa che tu sappia cosa stai pagando.

Quanto si risparmia, in concreto?

Fra il 10 e il 20% rispetto a una pietra da un carato con le stesse caratteristiche. Su un budget da 5.000 euro significa 500-1.000 euro che restano disponibili — abbastanza per salire di un gradino nella valutazione del taglio, che è l'unica delle quattro C che si nota da lontano.

Il salto non è graduale: è un gradino. Una pietra da 0,99 carati e una da 1,00 sono visivamente identiche e possono avere prezzi lontanissimi, perché la seconda entra in una fascia di listino diversa e la prima no. Non è una stranezza italiana: funziona così in tutti i mercati, ed è il motivo per cui esistono le cosiddette magic sizes, le carature che fanno da spartiacque — 0,50, 0,75, 0,90, 1,00, 1,50 e 2,00.

Quanta differenza si vede davvero?

Poca, e vale la pena avere i numeri in testa invece delle impressioni.

Un rotondo ben proporzionato da 0,90 carati misura circa 6,2 millimetri di diametro. Uno da un carato sta tra 6,4 e 6,5. La differenza è nell'ordine dei tre decimi di millimetro: meno dello spessore di due fogli di carta sovrapposti.

C'è una ragione geometrica dietro. Il peso cresce con il volume, cioè con il cubo delle dimensioni, mentre quello che vedi dall'alto è il diametro. Per questo un aumento di peso del 10% si traduce in un aumento di diametro di poco più del 3%. Il peso, in un diamante, si nasconde soprattutto in profondità — dove non guarda nessuno.

Perché esiste la soglia?

Perché il numero tondo è un fatto culturale prima che gemmologico. "Un carato" è un'espressione che significa qualcosa anche per chi non ha mai visto un certificato, mentre "zero virgola novanta" non significa niente. La domanda si concentra lì, e il prezzo segue la domanda.

Si aggiunge un effetto tecnico: per ottenere una pietra finita da un carato pieno il tagliatore deve partire da un grezzo più grande e spesso rinuncia a proporzioni migliori pur di non scendere sotto la soglia. Le pietre appena sopra il carato, a volte, sono tagliate un po' peggio proprio per restare sopra la soglia. È l'altra faccia della stessa moneta.

Il trucco dello 0,90 funziona ancora?

Non sempre, ed è la parte che raramente viene detta.

La ricerca della pietra "quasi un carato" è diventata così diffusa che i prezzi di quella fascia si sono alzati. In diversi casi il risparmio si è ridotto a poco, e su alcune combinazioni di colore e purezza è praticamente sparito: si compra sotto soglia convinti di aver fatto un affare, e si è pagato quasi come sopra.

La verifica è semplice e la puoi fare in dieci minuti. Prendi due pietre con lo stesso taglio, lo stesso colore e la stessa purezza, una appena sotto la soglia e una appena sopra, e confronta il prezzo per carato — cioè il prezzo diviso il peso, non il prezzo totale. Se lo scarto è consistente, la scorciatoia esiste. Se è di pochi punti percentuali, tanto vale prendere il carato pieno.

Il confronto va fatto sulla singola coppia di pietre, non in astratto: cambia per fascia di qualità e cambia nel tempo. Trovi qualche esempio pratico nella pagina sui diamanti da un carato.

Attenzione al problema opposto

Esiste un caso in cui si paga la soglia senza vederla, ed è più comune di quanto si pensi.

Una pietra dichiarata da 1,00 carati ma tagliata troppo profonda può avere un diametro di 6,3 millimetri o meno: pesa un carato, costa da un carato e appare come uno 0,90. Il peso in eccesso è finito sotto la cintura, dove non serve a niente se non ad arrivare alla cifra tonda.

È esattamente il rovescio di quello di cui parla questo articolo, e si smaschera in un secondo guardando le misure sul certificato invece del peso. Se un carato misura meno di 6,3 millimetri, hai pagato la soglia e ti sei portato a casa l'aspetto di una pietra più piccola. Sul rapporto tra proporzioni e resa visiva torniamo nella pagina sui diamanti rotondi.

Quando conviene comunque il carato tondo?

Quando la cifra ha un valore per chi la riceve. Non è una considerazione irrazionale: se "un carato" fa parte di come immagini quel regalo, quella è una ragione sufficiente e nessun risparmio la rende sbagliata.

C'è poi un aspetto marginale ma reale: sul mercato dell'usato le carature tonde si vendono un po' più facilmente, perché sono quelle che la gente cerca. È un vantaggio piccolo, che non trasforma un gioiello in un investimento, ma esiste.

Fuori da questi due casi, la soglia è solo un numero. E un numero costa meno di quanto sembri rinunciarci.

Domande frequenti

Il certificato indica se una pietra è "sotto soglia"? No, il certificato riporta il peso reale con due decimali e le misure. La nozione di soglia è di mercato, non gemmologica: sta a te leggerla.

Vale lo stesso per le pietre create in laboratorio? L'effetto soglia esiste anche lì, ma è più debole, perché la produzione può essere calibrata sul peso finale desiderato e la disponibilità sopra al carato è molto maggiore. In quella famiglia il salto conta meno.

E per le forme diverse dal rotondo? Vale allo stesso modo sul prezzo, ma il vantaggio visivo cresce: ovale, pera e marquise distribuiscono il peso in superficie e a parità di caratura sembrano più grandi. Un ovale da 0,90 può avere una presenza al dito superiore a quella di un rotondo da 1,00.

Conviene scendere ancora, per esempio a 0,80? Il risparmio continua, ma sotto una certa soglia si comincia a vedere. Tra 0,90 e 1,00 la differenza è invisibile; tra 0,80 e 1,00 è già percettibile a un occhio attento su una pietra montata da sola.

Come faccio a essere sicuro del peso reale della pietra che ricevo? Confrontando il numero di report sul sito del laboratorio e verificando le misure in millimetri con un calibro. Il peso in sé richiede una bilancia di precisione, ma diametro e profondità sono già sufficienti a smascherare una pietra diversa da quella del documento.