Un report IGI ha una dozzina di campi, ma quelli che cambiano una decisione d'acquisto sono sei. Il primo è il numero in alto: si digita sul sito dell'IGI e restituisce la stessa scheda che hai in mano. Se le due cose coincidono, il documento è autentico e puoi passare a leggerlo.
Sotto trovi la lettura completa, nell'ordine in cui i campi compaiono sul foglio, con l'indicazione di cosa guardare davvero e cosa è solo contorno. Alla fine saprai leggere qualunque report ti passi davanti, di qualunque venditore. Noi in vendiamo sia naturali sia pietre create in laboratorio, e questa guida serve a metterti nella condizione di controllarci.
Da dove si comincia?
Dall'intestazione, che dice due cose in una riga.
La prima è il tipo di documento: un report per una pietra estratta si intitola Natural Diamond, uno per una pietra cresciuta in laboratorio Laboratory Grown Diamond Report. Sono documenti diversi anche graficamente, proprio perché non ci sia margine di equivoco.
La seconda è il Report Number, il codice univoco. Vai sul sito dell'IGI, cerca il servizio di verifica dei report, digita il numero. Fallo dal sito del laboratorio e non da un link che ti è stato mandato: il documento cartaceo si riproduce, la scheda nel database no. Se la pietra è sfusa, controlla anche la cintura con una lente 10x — le pietre create in laboratorio certificate IGI portano incise le lettere LG seguite dal numero di report.
Cosa dicono peso e misure?
Il Carat Weight è il peso, sempre con due decimali. È il campo più guardato e il meno informativo da solo.
Le misure in millimetri sono molto più interessanti, perché sono l'identità della pietra: diametro minimo, diametro massimo e profondità. Due pietre dello stesso peso possono avere diametri diversi, e quello che vedi al dito è il diametro, non il peso. Come riferimento, un rotondo da un carato ben proporzionato misura circa 6,4-6,5 millimetri.
Sono anche il controllo più difficile da aggirare: se le misure sul foglio coincidono con la pietra che hai davanti, quel documento è di quella pietra. Su questo, e sul rapporto tra peso e dimensione apparente, torniamo nella pagina sui .
Come si leggono colore e purezza?
Il Colour scende dalla D, incolore, fino alla Z, dove la sfumatura calda è evidente. Accanto trovi in genere la nota che non ci sono indicazioni di trattamenti sul colore. Tieni presente che dalla D alla G la differenza, su una pietra montata e senza un termine di paragone accanto, è difficile da cogliere.
La Clarity va da FL, priva di inclusioni a dieci ingrandimenti, fino a I3, dove le inclusioni si vedono a occhio nudo. Sotto o accanto c'è il diagramma delle inclusioni, la mappa della pietra vista dall'alto e di profilo: i simboli rossi indicano caratteristiche interne, i verdi caratteristiche di superficie.
Quel diagramma è la parte più sottovalutata del documento. Non conta solo quante inclusioni ci sono, conta dove: una vicino al bordo, che la montatura coprirà, pesa sul prezzo molto più di quanto peserà sul tuo sguardo. Una al centro della tavola è un'altra faccenda.
Cosa sono taglio, lucidatura e simmetria?
Sono tre valutazioni distinte, tutte su una scala che va da Poor a Excellent.
Il Cut è la valutazione complessiva delle proporzioni ed esiste solo per il taglio rotondo brillante, perché è l'unico con parametri standardizzati a livello internazionale. Per le forme fancy — ovale, pera, cuscino — questo campo non compare, e la qualità del taglio si giudica dalle proporzioni e dall'aspetto.
Polish e Symmetry riguardano la finitura: quanto sono lisce le faccette e quanto sono allineate. Incidono meno del Cut, ma su una pietra importante fanno differenza.
Poco più sotto trovi le proporzioni tecniche: percentuale della tavola, percentuale di profondità, angoli della corona e del padiglione. Sono i numeri da cui nasce il giudizio sul taglio. Se non vuoi entrare nel dettaglio, guarda il Cut e fidati; se vuoi capire perché una pietra brilla più di un'altra, la risposta è tutta lì.
La fluorescenza è un problema?
Quasi mai, ma va saputa leggere. Il campo Fluorescence va da None a Very Strong e indica se la pietra emette luce sotto raggi ultravioletti, cioè anche alla luce del sole.
Su molte pietre non cambia nulla di percepibile, e una fluorescenza media può perfino far apparire più bianca una pietra dal colore leggermente caldo. Su colori molto alti una fluorescenza forte può dare un aspetto lattiginoso in pieno sole. Sposta il prezzo più di quanto sposti l'aspetto: se lo sai, puoi usarlo a tuo vantaggio.
Cosa c'è scritto nei "Comments"?
Qui sta la parte che quasi nessuno legge, e sui report delle pietre create in laboratorio è la più importante di tutte.
Nei Comments l'IGI riporta l'eventuale incisione laser, il metodo di crescita — CVD o HPHT — e, dal recente aggiornamento della certificazione, la presenza o assenza di trattamenti successivi alla crescita.
La formula da cercare è una: as grown, with no indication of post-growth treatment, cioè una pietra cresciuta e basta. L'alternativa, may include post-growth treatment, indica che la pietra potrebbe aver subito un trattamento dopo la crescita — tipicamente un passaggio HPHT per migliorarne il colore. È una pratica accettata nel settore e non rende la pietra peggiore, ma va dichiarata, e a parità di tutto il resto è un elemento che incide sul valore.
Due certificati con lo stesso colore e la stessa purezza possono differire proprio qui. Il confronto completo tra le due famiglie è nella pagina sui .
Cosa NON c'è sul certificato?
Il prezzo. Nessun laboratorio serio ne indica uno, e un documento che lo facesse andrebbe guardato con sospetto: il certificato descrive la pietra, il valore lo fa il mercato.
Non c'è nemmeno un giudizio su quanto la pietra sia "bella". Le proporzioni dicono molto, ma la resa finale si vede guardandola.
Domande frequenti
Il certificato IGI vale quanto un GIA? Sono entrambi laboratori riconosciuti a livello internazionale. Sulle pietre create in laboratorio l'IGI emette oggi la maggior parte dei report e continua a usare le 4C, mentre dal 1° ottobre 2025 il GIA le classifica come premium o standard: due documenti della stessa pietra possono quindi sembrare diversi senza esserlo.
Il certificato è nominativo? No, accompagna la pietra e non l'acquirente. È per questo che l'incisione sulla cintura conta: lega il documento a quel preciso oggetto anche dopo vent'anni e più passaggi di proprietà.
Se perdo il certificato posso averne un altro? Il laboratorio può emettere un duplicato o una nuova analisi, a pagamento, se la pietra è identificabile. Nel frattempo la verifica online del numero di report resta consultabile.
Un certificato del negozio vale come uno IGI? Una dichiarazione interna del venditore non è una perizia indipendente. Non è necessariamente scorretta, ma non è verificabile da un terzo: sono due strumenti con un peso diverso.
Ogni quanto va aggiornata la certificazione? Mai, se la pietra non viene rilavorata: le caratteristiche non cambiano nel tempo. Serve una nuova analisi solo dopo una rilucidatura.