Dipende, e la forbice è enorme: un carato naturale certificato può costare poco più di 1.000 euro o superare i 15.000, a parità di peso. Un carato creato in laboratorio, con caratteristiche paragonabili, sta indicativamente tra 800 e 1.500 euro.
Sembra una non risposta, e invece è la risposta: il carato è un peso, non una qualità. Chi ti dà una cifra secca senza chiederti altro ti sta dicendo poco. Quello che decide il prezzo sono le altre tre C — taglio, colore, purezza — e la loro combinazione può moltiplicare per dieci il valore della stessa quantità di carbonio. Qui sotto trovi da dove nasce quella forbice e come si sceglie dove stare dentro. Noi in vendiamo entrambe le famiglie, quindi i due prezzi te li mettiamo semplicemente uno accanto all'altro.
Perché la stessa caratura ha prezzi così diversi?
Perché il peso è solo una delle quattro variabili, e neanche la più visibile.
Il taglio è quello che decide se una pietra brilla: due carati identici per peso, uno tagliato con proporzioni eccellenti e uno tagliato per salvare peso a scapito delle proporzioni, sono due oggetti diversi da guardare. È l'unica delle quattro C che dipende dall'uomo, ed è quella su cui conviene meno risparmiare.
Il colore scende dalla D, completamente incolore, verso lettere che indicano una sfumatura calda sempre più percettibile. Fino alla G la differenza a occhio nudo, su una pietra montata, è difficile da cogliere se non si affiancano due pietre su fondo bianco.
La purezza classifica le inclusioni. Un solo grado di differenza può spostare il valore del 20-25%, il che spiega perché due certificati quasi identici portino a due preventivi lontanissimi.
Agli estremi la distanza si vede bene: una D/IF, incolore e senza inclusioni visibili a 10 ingrandimenti, ha un riferimento di listino intorno ai 15.000 dollari al carato. Lo stesso peso in fascia media vale una frazione di quella cifra.
Cos'è il listino Rapaport e perché non è il prezzo che paghi?
È la tabella di riferimento internazionale che il settore usa per parlare la stessa lingua: incrocia colore e purezza e restituisce un prezzo al carato in dollari. Su quel numero si negozia — al rialzo o, molto più spesso, con uno sconto — e da lì si costruisce il prezzo all'ingrosso.
Il punto da capire è che il Rapaport non è un prezzo al dettaglio. Tra quel numero e quello che paghi in negozio ci sono lo sconto negoziato dal rivenditore, i suoi costi, il margine e l'IVA. Sapere che esiste un listino serve a una cosa sola, ma importante: chiedere a chi ti vende una pietra su quale riferimento ha costruito il prezzo. Chi lavora bene risponde senza problemi.
Quanto costa un carato creato in laboratorio?
Intorno agli 800-1.500 euro per una pietra di buona qualità, quindi in genere una frazione del naturale equivalente. La differenza non sta nella materia — è lo stesso carbonio, con la stessa durezza e la stessa resa alla luce — ma nella disponibilità: una si estrae, l'altra si programma.
Va aggiunto un dato che conviene conoscere prima di firmare: i prezzi di queste pietre stanno ancora scendendo. Meno 35% tra il 2022 e il 2025, e un ulteriore 14% nel solo primo trimestre 2026 secondo i dati Tenoris. Per chi compra oggi è un vantaggio; per chi un domani volesse rivendere è un elemento da mettere in conto. Il confronto completo tra le due famiglie è nella pagina sui .
Il prezzo di un carato naturale sta salendo o scendendo?
Sta scendendo anche quello, ed è una cosa che si dice poco. Nel 2025 il listino di riferimento ha registrato un calo del 24,1% sui rotondi da un carato con colore da D a H e purezza SI, e i primi mesi del 2026 non hanno mostrato un'inversione.
Non vuol dire che i naturali stiano perdendo valore in assoluto: il mercato si sta riassestando dopo anni di prezzi alti, e chi compra adesso lo fa in una fase favorevole. È la stessa notizia letta dalle due parti del banco.
Quanto pesano IVA e montatura sul prezzo finale?
Molto, e vanno considerate prima di innamorarsi di una cifra.
Sul prezzo di una pietra venduta in Italia c'è l'IVA al 22%: un preventivo che indica l'imponibile e uno che indica il prezzo finale non sono confrontabili, ed è la prima cosa da chiarire mettendo due offerte una accanto all'altra.
Poi c'è la montatura, che è un prodotto a sé. L'oro viaggia da mesi su valori storicamente alti, quindi il peso in grammi dell'anello incide più di qualche anno fa: su un solitario semplice resta una piccola parte del totale, su un modello importante molto di più.
Come si divide il budget per avere il carato che si vede meglio?
Con una gerarchia semplice, ed è la parte che fa risparmiare davvero.
Prima il taglio: è ciò che si nota da lontano e non si recupera in nessun altro modo. Poi la purezza, ma solo fino al punto in cui le inclusioni non sono visibili a occhio nudo — pagare per un'inclusione che non vedresti mai è denaro speso per una riga sul certificato. Poi il colore, tenendo presente che il metallo della montatura cambia la percezione: su oro giallo o rosa, una lettera più bassa si nota molto meno.
E infine il peso. Se la soglia esatta del carato tondo non ha per te un valore simbolico, restare appena sotto libera budget da spostare sul taglio: il diametro cambia di frazioni di millimetro, la brillantezza cambia di molto. Trovi tutto sulla .
Domande frequenti
Un carato è grande quanto? Un rotondo da un carato ben proporzionato misura circa 6,4-6,5 millimetri di diametro. È un dato utile perché il peso si nasconde: una pietra tagliata troppo profonda pesa un carato ma appare più piccola di una tagliata bene.
Perché lo stesso carato costa meno online? Perché la filiera è più corta: meno passaggi, meno magazzino, meno costi fissi. La qualità della pietra non c'entra ed è verificabile allo stesso modo, dal numero di report sul sito del laboratorio.
Conviene comprare due mezzi carati invece di un carato? Costano molto meno, ma sono un'altra cosa: due pietre da 0,50 non hanno la presenza di una da 1,00, perché il diametro cresce meno del peso. Ha senso per orecchini, non per un solitario.
Il prezzo cambia tra un diamante rotondo e uno di altra forma? Sì. Il rotondo è il taglio più richiesto e quello che spreca più materiale in lavorazione, quindi a parità di caratteristiche costa di più. Ovale, pera o smeraldo, a parità di peso, costano meno e spesso appaiono più grandi perché distribuiscono il peso in superficie.
Che tutela ho se la pietra non corrisponde al prezzo pattuito? La tutela riguarda la corrispondenza tra la pietra e quanto dichiarato: se le caratteristiche non coincidono con il certificato, la garanzia legale di conformità di 24 mesi ti copre. Il consiglio pratico è di farsi indicare per iscritto numero di report, caratura, colore, purezza e taglio prima del pagamento.