Si vede la differenza tra un diamante naturale e uno da laboratorio?

Si vede la differenza tra un diamante naturale e uno da laboratorio?

No. Non la vedi tu, non la vede chi te lo vende, non la vede un gemmologo con la lente in mano. Due pietre della stessa qualità, una estratta e una cresciuta in laboratorio, appoggiate una accanto all'altra, sono indistinguibili a occhio nudo.

Non è una questione di occhio allenato: è che non c'è niente da vedere. Hanno la stessa composizione, la stessa struttura cristallina e le stesse proprietà ottiche, quindi rifrangono la luce nello stesso identico modo. La differenza esiste, ma vive a un livello che gli occhi non raggiungono — nelle tracce microscopiche lasciate dal modo in cui la pietra è cresciuta — e per leggerla servono strumenti. Sotto trovi quali funzionano davvero e quali no. Noi in diamantefacile vendiamo entrambe le famiglie, quindi non abbiamo motivo di rendere la cosa più misteriosa di quello che è.

Un gioielliere con la lente 10x se ne accorge?

Con la lente da gioielliere, no. Con un microscopio gemmologico e molta esperienza, a volte può insospettirsi — ed è una distinzione che vale la pena capire, perché è la differenza tra un indizio e una prova.

Alcune pietre cresciute con il metodo HPHT contengono minuscole inclusioni metalliche puntiformi, residuo del metallo usato durante la crescita: nei diamanti naturali non si trovano. Alcune pietre cresciute con il metodo CVD mostrano bande di crescita parallele o una geometria delle striature che in natura non si forma allo stesso modo.

Il problema è la parola "alcune". Sono indizi presenti in una parte delle pietre, spesso in quelle di qualità più bassa, e completamente assenti nelle pietre pulite di fascia alta — cioè proprio quelle che finiscono su un anello. Un gemmologo onesto, davanti a una pietra così, non ti dirà "è naturale": ti dirà che serve un'analisi.

Il tester per diamanti che si usa in negozio cosa misura?

Misura la conducibilità termica, cioè la velocità con cui la pietra disperde il calore. È uno strumento utile e risponde bene a una domanda precisa: è un diamante o è un'imitazione? Una zirconia cubica o un vetro vengono smascherati in due secondi.

Quella domanda però non è la nostra. Un diamante creato in laboratorio conduce il calore esattamente come uno naturale, perché è lo stesso materiale: il tester dice "diamante" in entrambi i casi, e ha ragione tutte e due le volte.

Alcuni tester aggiungono una prova di conducibilità elettrica. Aiuta solo in un caso particolare: certe pietre HPHT contengono boro e conducono corrente, cosa insolita nei diamanti naturali. Ma non intercetta le pietre CVD né le HPHT senza boro, quindi un esito negativo non dimostra nulla.

Esistono strumenti che lo dicono davvero?

Sì, e sono già nei negozi più attrezzati: apparecchi come il GIA iD100 o il De Beers SYNTHdetect analizzano come la pietra risponde a specifiche lunghezze d'onda di luce.

C'è però un dettaglio che cambia il senso della cosa, e conoscerlo ti mette avanti alla maggior parte dei clienti: la maggior parte di questi apparecchi sono screener, non identificatori. Non dicono "questa pietra è cresciuta in laboratorio". Dicono "questa pietra è sicuramente naturale, puoi stare tranquillo" oppure "questa pietra va approfondita". Tutto ciò che finisce nella seconda casella passa a un laboratorio gemmologico, che con la spettroscopia arriva alla risposta definitiva.

È un sistema che funziona bene, ed è il motivo per cui nel commercio serio le sorprese sono rare. Ma spiega anche perché nessuno può darti una risposta certa in trenta secondi al banco.

E i test casalinghi, il bicchiere d'acqua e il respiro?

Rispondono a un'altra domanda, e nemmeno tanto bene.

Il test del bicchiere si basa sulla densità: la pietra vera affonda. Peccato che la zirconia cubica sia più densa del diamante e affondi con la stessa disinvoltura. Il test del respiro sfrutta la conducibilità termica: un diamante disperde il calore così in fretta che l'appannamento sparisce quasi subito, mentre su un vetro resta qualche istante. Funziona, entro certi limiti, per distinguere un diamante da un'imitazione.

Sull'origine, però, entrambi non dicono assolutamente nulla — e non potrebbero, visto che misurano proprietà che le due famiglie condividono al cento per cento. Se qualcuno ti propone un test casalingo per stabilire se una pietra è nata in miniera o in un reattore, la conversazione può finire lì.

Allora come faccio a sapere cosa sto comprando?

Dal certificato, ed è una buona notizia: significa che la risposta non dipende dalla tua vista né dalla parola di nessuno.

Un report GIA o IGI dichiara l'origine in modo esplicito e, nella maggior parte dei casi, la pietra porta incisa sulla cintura una stringa con il numero di report. Quel numero si digita sul sito del laboratorio che l'ha emesso e restituisce la scheda completa: se coincide con quello che ti è stato detto, la verifica è chiusa. Sono trenta secondi, e valgono più di qualunque occhio esperto.

Se la pietra non corrisponde a quanto dichiarato nel certificato, la garanzia legale di conformità di 24 mesi ti tutela. Come si legge un report riga per riga lo spieghiamo nella pagina sui diamanti creati in laboratorio.

Domande frequenti

Se nessuno vede la differenza, perché i due prezzi sono così lontani? Perché il prezzo non misura come appare una pietra, ma quanto è difficile procurarsela. Sono identiche allo sguardo e diverse per disponibilità: una si estrae, l'altra si produce, e la seconda cosa è molto più programmabile della prima.

Un diamante creato in laboratorio si può scambiare per naturale in una perizia? Non in una perizia fatta bene. I laboratori gemmologici distinguono le due origini con certezza tramite analisi spettroscopica: è esattamente il servizio per cui esistono. I casi problematici riguardano pietre non certificate o certificati non verificati.

Con il tempo un diamante da laboratorio ingiallisce o perde brillantezza? No. È carbonio cristallizzato come l'altro, durezza 10, chimicamente stabile. Quello che si opacizza con gli anni è la zirconia, che è un materiale diverso. Un diamante di qualunque origine si sporca e si pulisce, non si degrada.

Posso chiedere di far analizzare una pietra che ho già? Sì, un laboratorio gemmologico accetta pietre da privati, anche già montate, e rilascia un report. Ha senso soprattutto per gioielli ereditati o acquistati senza documenti: sapere cosa si possiede è utile per l'assicurazione prima ancora che per un'eventuale vendita.

L'incisione sulla cintura si può falsificare? Un'incisione da sola non prova niente, ed è proprio per questo che la verifica va fatta online sul sito del laboratorio, confrontando i dati della scheda — caratura, misure, purezza — con la pietra che hai davanti. È il confronto a fare la prova, non l'incisione.